La nostra MISSION

I nostri insegnanti affermano:

“Come genitori e insegnanti riuniti nel compito di educare gli adolescenti di oggi, dobbiamo anzitutto rivolgere lo sguardo alle loro peculiarità”

 

“L’ambizione a guadagnare molto denaro, a diventare celebri grazie a successi sportivi, o attraverso il mondo dello spettacolo o dei social media, in altre parole la necessità di essere riconosciuti e visti/visualizzati” anche a costo di esporsi, si pone in antitesi all’estrema riservatezza con la quale i ragazzi trattano la sfera dei sentimenti e delle loro più intime fragilità”.

 

“In assenza di orizzonti percepiti come validi e durevoli offerti dal mondo adulto, l’impulso al cambiamento tipico di quest’età tende a sfociare nell’effimero”.

 

“Questa generazione, più di altre, vive un marcato distacco dalle proprie radici culturali e familiari, sempre più incerte dal punto di vista della stabilità sociale ed economica.”

 

“Nell’apolidismo generato da questo scenario i ragazzi di oggi trovano però la possibilità di una spontanea apertura nei confronti dell’altro, capaci di relazionarsi con quegli adulti che si dimostrano disponibili e collaborativi.”

 

“Siamo di fronte a generazioni che hanno un atteggiamento verso la spiritualità non dogmatico ma, al contrario, culturalmente aperto. Non vogliono guide, ma compagni di viaggio saggi e leali con obiettivi comuni, per costruire un mondo più pulito di quello che vedono oggi, indipendentemente dai vincoli di sangue e dalle limitazioni di natura materiale.”

“Quale gesto pedagogico possiamo compiere affinché i ragazzi siano messi nelle condizioni di esprimere con soddisfazione i loro talenti nella società di domani e possano quindi vedere realizzate nel mondo le loro migliori aspirazioni?
Di che qualità umane ha bisogno la società per evolvere in questo momento così critico, alla luce delle esperienze che i ragazzi ci portano incontro?”

 

“Accanto a un pensiero libero e autonomo è altrettanto necessario un sano dominio delle emozioni e dei sentimenti.”

 

“Libero non è colui che può realizzare i suoi desideri, ma chi mette la sua vita emotiva al servizio dei suoi obiettivi più alti, come il cavallo al servizio di un nobile cavaliere.”

 

“Le espressioni giovanili, generate da vissuti interiori così profondi e cruciali, perché possano volgersi verso ideali luminosi e durevoli, vanno accompagnate e contenute con esperienze educative forti, concrete e ancorate alla realtà. E’ necessario che la loro sete di avventura trovi risposta nella “conquista” di nuove qualità, che i ragazzi devono edificare a partire da loro stessi come veri costruttori, mattone su mattone.”

 

La bellezza e l’armonia continuano ad essere una porta d’accesso importante, a cui occorre affiancare lo stimolo alla ricerca di risposte ai grandi enigmi del mondo, verso cui i ragazzi naturalmente iniziano a provare un profondo interesse.”

 

“I giovani devono occuparsi del mondo più che di loro stessi, con una rinnovata partecipazione, e questo richiamo diventa un potenziale per contrastare inquietudini morbose e dinamiche distruttive, oltre ad essere un punto di partenza fondamentale per l’emergere delle vocazioni individuali.”

 

“Solo nutrendo il corpo emozionale/animico dei giovani, sfamando il loro bisogno di identità che si riconosce nel creato, si incrementerà il gusto per la ricerca e per il sapore di quella sana “fatica” di cui non si ha timore, ma che piuttosto alimenta la vita”.

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